CHIRURGIA DELL'EREZIONE



Fin dalle prime indagini sulle disfunzioni erettili si è cercato di trovare una soluzione chirugica.

Si può dire che di fronte a casi di insufficiente apporto arterioso la scoperta delle Iniezioni Intracavernose con farmaci vasoattivi (Papaverina, PGE1) e del Viagra hanno reso del tutto inutili tutti i tentativi che prevedevano una rivascolarizzazione del pene.

Nei casi di Alterato Deflusso Venoso, il tentativo di correggere tal problema mediante la legatura-sezione delle vene dorsali del pene, dopo un momento di grandi entusiasmi degli inizi degli anni ’90, non ha avuto seguito. Si è visto che questa chirurgia non ha quasi alcuno spazio terapeutico.

Il trattamento chirurgico delle malformazioni (incurvamenti) e della malattia di Peyronie si può limitare solo al raddrizzamento dell’asta. La funzione erettile deve essere presente prima dell’intervento chirurgico stesso.

In pratica si può dire che oggi non esita alcuno spazio per una chirurgia capace di determinare miglioramenti effettivi della funzione erettile.



[ Cavernosografia: esame che evidenzia vie venose di deflusso patologica ]